SIBAT TOMARCHIO
RIPORTA IN MANI ITALIANE IL TÈ FREDDO BELTÈ
Maria Cristina Busi Ferruzzi, «Con questa operazione vogliamo continuare ad investire nel nostro territorio e creare valore».

Il marchio Beltè torna a parlare italiano. Dopo anni sotto il controllo del gruppo olandese Refresco, lo storico brand di tè freddi imbottigliati, nato in Veneto all’interno del perimetro Sanpellegrino, rientra in mani tricolori grazie all’acquisizione da parte di Sibat Tomarchio, società siciliana della famiglia Busi.
Un’operazione che va oltre il semplice passaggio di proprietà e che si inserisce in una strategia industriale più ampia, fondata su investimenti, radicamento territoriale e visione di lungo periodo.
Beltè nasce a San Giorgio in Bosco, in provincia di Padova, all’interno di uno degli stabilimenti Sanpellegrino, come risposta italiana a un mercato in rapida evoluzione, quello delle bevande analcoliche e dei tè freddi pronti da bere.
Negli anni, il brand ha costruito una riconoscibilità solida, legata a un posizionamento che coniuga tradizione e consumo quotidiano. Successivamente ceduto al gruppo Refresco, leader europeo nell’imbottigliamento conto terzi, Beltè aveva progressivamente perso la sua connotazione nazionale, pur restando presente sugli scaffali della grande distribuzione.
Con l’acquisizione da parte di Sibat Tomarchio, il marchio rientra ora in un progetto industriale italiano, ancorato al Sud e, in particolare, alla Sicilia.
Sibat Tomarchio è infatti la holding che fa capo alla famiglia Busi e controlla anche Sibeg, imbottigliatore esclusivo per la Sicilia di Coca-Cola.
Un gruppo che rappresenta una delle realtà più strutturate e dinamiche del panorama beverage italiano, con una storia ultracentenaria e una forte identità territoriale.
«È una scelta che unisce visione industriale e responsabilità verso il territorio: mettere radici più profonde per crescere più lontano», ha dichiarato la presidente di Sibat Tomarchio, Maria Cristina Busi Ferruzzi, commentando l’operazione. Una frase che sintetizza la filosofia dell’acquisizione: non una semplice espansione di portafoglio, ma l’inserimento di Beltè all’interno di un disegno industriale solido, fatto di competenze, persone e investimenti.
Secondo la presidente, il ritorno di Beltè sotto un timone italiano rappresenta un tassello strategico in una fase di profonda evoluzione per l’azienda.
«Portiamo Beltè dentro un progetto industriale solido, che continua a generare valore in Sicilia. Vogliamo continuare a investire nel nostro territorio: questa operazione parla di sviluppo, nuove traiettorie e fiducia», ha sottolineato. Parole che assumono un peso particolare in un contesto economico in cui, spesso, marchi storici e asset produttivi vengono ceduti a gruppi esteri, con conseguente perdita di controllo e, talvolta, di valore locale.
L’operazione si colloca inoltre in un momento simbolico per Tomarchio, che nel 2026 celebrerà i 106 anni di attività. Fondata nel 1920, l’azienda siciliana è diventata negli anni un punto di riferimento nel settore delle bibite analcoliche, costruendo il proprio successo su ricette tradizionali, ingredienti locali e una forte connessione con il territorio. Affiancare al brand Tomarchio un altro marchio storico italiano come Beltè significa, per il gruppo, ampliare l’offerta e rafforzare la propria presenza in segmenti di mercato complementari.
Dal punto di vista strategico, l’acquisizione consente a Sibat Tomarchio di consolidare il posizionamento nella grande distribuzione organizzata e di accelerare la crescita al di fuori dei confini siciliani. Beltè, infatti, rappresenta un marchio già noto a livello nazionale, con un potenziale di sviluppo significativo, soprattutto in un mercato come quello dei tè freddi che continua a mostrare segnali di vitalità e di evoluzione verso prodotti sempre più attenti a gusto, qualità e identità.
«Affiancare al brand Tomarchio un altro marchio storico italiano significa ampliamento dell’offerta, rafforzamento della presenza nella grande distribuzione e accelerazione della crescita fuori dalla Sicilia», ha spiegato ancora Busi Ferruzzi. Un passaggio che evidenzia come l’operazione non sia difensiva, ma proiettata al futuro, con l’obiettivo di costruire un gruppo beverage italiano capace di competere su scala nazionale mantenendo salde le proprie radici.
Il valore simbolico dell’operazione è altrettanto rilevante. «In un momento in cui spesso il valore si sposta altrove, noi scegliamo di fare il contrario: investire sul territorio e per il territorio», ha affermato la presidente di Sibat Tomarchio. Una scelta che mette al centro la Sicilia come piattaforma industriale, logistica e professionale, ribaltando una narrazione che per anni ha visto il Mezzogiorno come area di delocalizzazione o di semplice consumo.
Secondo Busi Ferruzzi, in Sicilia esistono competenze, know-how ed energia imprenditoriale che non hanno nulla da invidiare ad altri contesti produttivi. L’inserimento di Beltè nel perimetro aziendale diventa così anche un messaggio al sistema Paese: è possibile crescere, innovare e acquisire marchi storici investendo nel Sud e creando valore locale.
Dal punto di vista industriale, l’operazione apre nuovi scenari anche sul fronte produttivo e occupazionale, pur senza che siano stati ancora diffusi dettagli operativi. La solidità del gruppo Sibat Tomarchio e l’esperienza maturata con marchi globali come Coca-Cola attraverso Sibeg rappresentano un asset importante per rilanciare Beltè, valorizzandone l’identità e rafforzandone la presenza sul mercato.
Il ritorno di Beltè sotto un timone italiano assume quindi una valenza che va oltre il singolo brand. È il segnale di una possibile inversione di tendenza, in cui imprese italiane strutturate scelgono di crescere acquisendo valore e riportando in patria marchi storici, invece di cederli. Una strategia che richiede visione, capacità finanziaria e fiducia nel sistema produttivo nazionale.
In un settore competitivo come quello delle bevande analcoliche, dove i grandi gruppi multinazionali dominano gli scaffali, la sfida sarà ora quella di coniugare la forza industriale con l’identità del marchio, mantenendo coerenza e qualità. Beltè, con la sua storia e la sua riconoscibilità, rappresenta un’opportunità importante per Sibat Tomarchio, ma anche una responsabilità: quella di preservare e rilanciare un pezzo di patrimonio industriale italiano.
L’acquisizione segna dunque l’inizio di una nuova fase per Beltè e per il gruppo siciliano, in un percorso che guarda alla crescita nazionale senza rinunciare alle radici locali. Un’operazione che parla di industria, territorio e fiducia nel futuro, e che riporta sotto bandiera italiana uno storico marchio del beverage.
Marcello Proietto di Silvestro



