VELI DI ZUCCHERO. DOLCI E BADIE DI SICILIA
IL "BREVIARIO" DI ANNA MARTANO PRESENTATO A CALTANISSETTA

Il nuovo libro dell'Autrice è un viaggio nella Storia e nella tradizione siciliana che racconta la pasticceria conventuale siciliana, intrecciando ricette, rituali e simboli che hanno contribuito a plasmare l’identità culturale dell’Isola


La Sala degli Oratori di Palazzo Moncada ha ospitato la presentazione del libro “Veli di zucchero. Dolci e badie di Sicilia” di Anna Martano, giornalista, consulente enogastronomica, divulgatrice scientifica e Prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia. 
L'Autrice è stata recentemente nominata dal consiglio direttivo di Ristoworld Italy, associazione di cucina, difesa e valorizzazione del Made in Italy presieduta da Claudio Leocata, Responsabile del Compartimento Storici e Giornalisti della stessa associazione.
I dolci e le ritualità conventuali della Sicilia, parlano un linguaggio universale. Ricette antiche e rivisitazioni contemporanee, perché Veli di zucchero non è solo memoria e tradizione. È anche un libro che guarda al futuro. 
«Leggendo queste pagine si comprende come i dolci delle monache fossero molto più che “cose buone da mangiare”: erano gesti rituali, doni simbolici, strumenti di relazione tra dentro e fuori le mura dei conventi. Erano anche, e forse soprattutto, un linguaggio silenzioso che ha plasmato l’identità della Sicilia. Cannoli, cassate, frutta martorana, impanatigghie, crispelle di riso: ogni preparazione racchiude un racconto di fede, di antropologia, di poesia» (dalla Prefazione di Francesca R. Barberini).
Il volume racconta la pasticceria conventuale siciliana, intrecciando ricette, rituali e simboli che hanno contribuito a plasmare l’identità culturale dell’isola. 
All’incontro ha partecipato Marcello Proietto di Silvestro che ha moderato i lavori e il maestro pasticcere Lillo Defraia, detentore di numerosi Word Guinness Records, l’ultimo dei quali quello ottenuto con Ristoworld Italy per il Canolo più lungo del Mondo svoltosi a Caltanissetta nel settembre del 2022 e del quale Anna Martano è stata Madrina. 
Con loro Pier Paolo Olivo, assessore comunale con delega tra l’altro a Urp, Comunicazione, Identità Nissena e Crescita Territoriale e Agenda Urbana finalizzata alle Infrastrutture e Luca Miccichè, presidente della Proloco di Caltanissetta, unitamente a numerosi amici che hanno affollato la splendida sala di Palazzo Moncada dove hanno trovato posto anche alcune realizzazioni di pasticceria del maestro Defraia. Uno spazio speciale è stato dedicato alla Spina Santa, fiore all’occhiello della dolciaria locale. 

I precedenti libri: assieme formano una Trilogia del Gusto
Il Diamante nel Piatto. Storia golosa della Sicilia in 100 ricette e cunti; La Tavola è Festa. Cibo, riti e ricette di Sicilia, sono i precedenti che compongono idealmente una trilogia, quella del gusto, nella quale Anna Martano trasferisce non solo tutto il suo entusiasmo per la cucina mediterranea e siciliana in particolare, ma anche e soprattutto la sua competenza in ambito storico e gastronomico.
La Tavola è Festa. Cibo, riti e Ricette di Sicilia 
Un codice di educazione e cultura dell’alimentazione che coinvolge tutti i sensi e offre utili strumenti didattici insieme a una efficace metodologia di comunicazione gastronomica. Nella stesura di questo volume gli autori muovono dalla storia alimentare del Novecento per arrivare a una codificazione della didattica sensoriale, affrontando il linguaggio, l’etica, il marketing, la sociologia del cibo.
Posto che la terra è la base di tutta la catena alimentare, attraverso l’interazione di diverse discipline (antropologia, gastronomia, filosofia, pedagogia, marketing e comunicazione) si arriva a teorizzare, con semplicità e immediatezza, le fondamentali pratiche rivolte a un’alfabetizzazione alimentare multisensoriale, sia nei bambini che negli adulti.
Il Diamante nel Piatto. Storia golosa della Sicilia in 100 Ricette e Cunti
Biodiversità, semplicità, bellezza, bontà, tempo; poco cibo, più convivialità: si potrebbe sintetizzare così, con l’approccio di una formula scientifica, la via della Felicità alimentare teorizzata in questo libro, che rappresenta un punto di arrivo e una summa di consigli scientifici, nutrizionali, filosofici e pratici per raggiungere un perfetto equilibrio mente-corpo.
E ora, "Veli di zucchero. Dolci e badie di Sicilia" è un'opera che esplora il legame tra i dolci tipici siciliani e le tradizioni monastiche dell'isola. Il titolo del libro si riferisce simbolicamente alla dolcezza e alla leggerezza che caratterizzano queste prelibatezze, ma anche alla delicatezza delle storie che, da secoli, si intrecciano tra le cucine dei conventi e le tradizioni popolari. 
Il libro edito dalla casa editrice Ali&no, la copertina ritrae una Spina Santa con foto di Giuseppe Defraia, è il risultato di un attento e meticoloso lavoro di ricerca storica condotto da Anna Martano che non si limita a una mera raccolta di ricette, ma si spinge molto più in profondità, esplorando la storia delle "badie" siciliane, cioè i conventi e monasteri che nel corso dei secoli sono stati custodi delle tradizioni gastronomiche religiose. 
Ogni dolce descritto nel libro ha una storia che affonda le radici nel passato, spesso legata a rituali liturgici e pratiche di devozione, ma anche alle trasformazioni sociali, economiche e politiche che hanno segnato la Sicilia. 
Il lettore viene accompagnato in un viaggio che va dalla Catania barocca alla Palermo arabo-normanna, senza tralasciare altre città siciliane di grande importanza storica e culturale come Messina, Agrigento e Caltanissetta stessa.

L'importanza della Ricerca Storica 
Un aspetto fondamentale del libro di Anna Martano è proprio la sua solida base storica, che arricchisce il lettore con informazioni preziose sui contesti socio-religiosi in cui queste tradizioni sono emerse e si sono evolute. 
La ricerca non è solo accademica, ma si integra perfettamente con il racconto delle storie di vita dei monaci e delle monache che, nelle loro cucine, preparavano dolci diventati ormai simbolo della cultura siciliana. La scelta di indagare le tradizioni gastronomiche monastiche è, dunque, una scelta che permette di recuperare una parte della memoria storica dell'isola, contribuendo alla salvaguardia di un patrimonio immateriale che rischia di scomparire.
L'Autrice, con un linguaggio accessibile ma ricco di dettagli storici, riesce a raccontare la storia di ogni dolce in modo affascinante, senza rinunciare alla precisione storica, ma con il cuore rivolto alla tradizione popolare che permea questi piatti. In questo senso, il libro si propone come una risorsa per tutti coloro che desiderano approfondire la storia siciliana sotto una nuova luce, quella della gastronomia e delle abitudini religiose.

Il Contributo dei relatori
Lillo De Fraia ha evidenziato come il libro non solo faccia luce sulla cucina dei conventi siciliani, ma riesca anche a inquadrare queste tradizioni in un contesto più ampio, mostrando come la cucina monastica sia stata in grado di influenzare la cultura gastronomica popolare dell’isola. In particolare, De Fraia ha sottolineato l’importanza di preservare queste tradizioni, che sono testimoni di una Sicilia che, pur con le sue mille contraddizioni, è riuscita a conservare una ricchezza culturale straordinaria.
Marcello Proietto di Silvestro, dal canto suo, ha posto l’accento sull'aspetto spirituale e simbolico dei dolci descritti nel libro. Non ha esitato a definire il volume con un vero e proprio “Breviario”, capace di evocare il legame tra la preparazione dei dolci e la vita monastica, che rappresenta così un esempio tangibile di come la fede e la cultura si intrecciano nella vita quotidiana. 
«Ogni dolce aveva una funzione che andava oltre il semplice piacere gastronomico: i dolci venivano preparati in occasione di celebrazioni religiose, per omaggiare santi, per celebrare le festività liturgiche o per accompagnare le preghiere. Ponte virtuale e straordinario collegamento sociale, il linguaggio dolce e salato delle suore trae spunto dalla regola del silenzio e dalla clausura che permeava le loro vite. L'autrice - aggiunge  Proietto di Silvestro - ristabilisce perciò il ruolo fondante delle donne in cucina. Interessante davvero poi il profilo, per certi versi ormai quasi dimenticato, della monaca di casa». 
Le monache di casa in Sicilia hanno preservato e tramandato una ricca cultura del cibo, specialmente nella pasticceria conventuale, attraverso ricette antiche che combinano influenze arabe, spagnole e borboniche, rendendole un pilastro della tradizione culinaria siciliana. 

Legame tra Passato e Presente
La presentazione a Caltanissetta ha offerto anche l’opportunità di riflettere sul ruolo delle tradizioni gastronomiche nella vita moderna. La Sicilia, con la sua storia millenaria, continua ad essere una terra ricca di culture, lingue e tradizioni diverse, e il libro di Anna Martano contribuisce a mantenere vivo il legame tra passato e presente. La ricerca storica, unita alla passione per la cucina, diventa uno strumento per conservare una parte fondamentale della cultura dell'isola, che rischia di essere dimenticata nell'era della globalizzazione.
In un'epoca in cui le tradizioni sembrano spesso a rischio di estinzione, "Veli di zucchero" offre una riflessione sul valore della memoria storica e sull'importanza di preservare la nostra identità culturale. Occasione, dunque, questa per scoprire un libro affascinante, ma anche momento di riflessione sull’importanza della ricerca storica, della cultura e della tradizione in un mondo che cambia velocemente.
Anna Martano dedica in apertura «un affettuoso ricordo di Padre Pippo Lombardo, che fu primo a credere nei miei cunti di cibo e di Sicilia, e di Padre Salvatore Arnone, che nel suo ministero fu cantore del Genio femminile».

(le foto sono di Cosimo Lorina e Daniele Lo Presti)


ACQUISTA IL LIBRO