RICONOSCIMENTO IMPORTANTE PER LA COMUNITÀ

Leonardo Massaro: «Lo spirito di sacrificio e di abnegazione ne ha sancito il successo con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale e di amici che hanno creduto in questo operoso progetto».


Dalla dott.ssa Anna Martano, giornalista, scrittrice, divulgatrice scientifica, Prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia, che ringraziamo, riceviamo e volentieri pubblichiamo una interessante riflessione sulla recente kermesse vissuta a Ravanusa, nell’agrigentino, in occasione del riconoscimento De.Co. per due prodotti tipici importanti: la Raviola e il Totomè. Anna Martano è la responsabile del Dipartimento Storici e Giornalisti di Ristoworld Italy. Leonardo Massaro è componente del consiglio direttivo della stessa Associazione. (ndr)


Il riconoscimento De.Co. per la raviola e il totomé di Ravanusa è stato un evento di grande successo e di notevole rilevanza mediatica; ma dietro il momento istituzionale dell’audizione pubblica, dietro la festa popolare con la degustazione in piazza, dietro la celebrazione sul palco con la consegna di targhe ricordo e attestati, c’è una macchina organizzativa complessa e un immane lavoro dietro le quinte. 
E c’è sempre qualcuno che, lontano dai riflettori, si fa carico di tutto questo. Nel caso di Ravanusa questo ruolo è stato egregiamente svolto dallo Chef Leonardo Massaro, cui vogliamo rendere merito e con il quale abbiamo chiacchierato piacevolmente.

Leonardo Massaro, sei uno chef affermato, un docente, un maestro riconosciuto dell’intaglio vegetale; cosa ti ha portato a gestire questo evento?
«Da sempre nel corso della mia carriera lavorativa ho messo a disposizione le mie competenze organizzative e relazionali, continuando inizialmente sia con le competizioni gastronomiche che dopo come componente di giurie illustri. Quindi in termini logistico/organizzativi ho maturato esperienze rilevanti accanto a grandi professionisti dell’Horeca».

Raccontaci quello che non si vede, quello che c’è dietro la realizzazione di un’iniziativa tanto articolata
«Effettivamente, l’organizzazione pratica di una manifestazione di questa portata è complicata. Bisogna tener conto di tanti aspetti: la scelta delle location, i rapporti con la stampa, con le amministrazioni locali, l’accoglienza degli ospiti… E poi c’è il tema più importante: la sicurezza alimentare quindi gli spazi dedicati alla degustazione devono essere preventivamente delimitati e i prodotti vanno conservati in modo idoneo a garantire al pubblico gusto e sicurezza. Lo spirito di sacrificio e di abnegazione all’interno di un progetto messo a fuoco più di due mesi fa mi ha permesso di dedicarmi a pieno, a volte sacrificando lavoro e famiglia, ma, nonostante tutto credo di aver centrato i miei obiettivi con l’aiuto di amministrazione comunale e amici che hanno creduto in questo operoso progetto; siamo riusciti nell’intento ed è strato uno strepitoso successo. Abbiamo dimostrato che la squadra compatta vince sempre»!

Raviola e totomé: cosa rende questi dolci così particolari?
«Queste due eccellenze gastronomiche del territorio ravanusano, la raviola e il totomé, sono contraddistinte dalla storia che le circonda che affonda le radici a più di 100 anni fa: due veri prodotti dolciari che perdurano nel tempo sui banchi delle pasticcerie locali tra dolci moderni e innovation cake. Le loro ricette antiche vengono adottate tutt’ora senza nessuna variazione attingendo materie prime esclusivamente del territorio».

Il cibo come volano turistico, il cibo come elemento di aggregazione sociale, il cibo come inclusione e il cibo come dono: qual è la tua idea di cibo e di cucina?
«Sono un ex alunno della scuola alberghiera di Favara, capitanata, ai tempi, dal tanto compianto Chef Salvatore Schifano (uno dei grandi maestri della cucina siciliana, ndc). Lì ho imparato le vere basi della cucina nazionale e internazionale per poi ampliare le mie conoscenze in giro per l’Europa, ma con il pensiero fisso per il ritorno nella mia adorata terra di Sicilia. 
Oggi mi muovo tra corsi di formazione professionale, corsi di cucina artistica, docenze in vari enti e nel settore del banqueting. La mia idea di cucina è legata strettamente alle tradizioni con uno sguardo attento all’innovazione e il rispetto assoluto per la materia prima».

Anna Martano