L'ALIMENTAZIONE E IL BENESSERE PSICOLOGICO DELL’ESSERE UMANO
Un piatto ben presentato e colorato comunica al paziente che c'è attenzione verso la sua persona,
riducendo il senso di isolamento e la sindrome da degenza

Il periodo di tempo prolungato, a più round, trascorso all’interno di strutture ospedaliere a seguito della malattia, mi ha portato spesso, da chef, ad interrogarmi su quanto fosse bilanciato e ben considerato l’approccio alimentare non solo dal punto di vista salutistico, bensì, da quanto questo, influisse sul benessere psicologico del paziente.
L’armocromia del servizio in cui viene presentato il pasto, la modalità del servizio stesso e la preparazione alimentare, giocano un ruolo fondamentale di quella che è la componente neurologica che intercede attraverso il cibo.
LA SCHEDA
L'applicazione dell'armocromia alla gastronomia è una tendenza emergente che utilizza la teoria dei colori (stagioni: Inverno, Estate, Autunno, Primavera) per creare piatti, menu e atmosfere che stimolino l'appetito e il benessere visivo, oltre che gustativo.
Questa disciplina nel cibo mira a creare equilibrio, armonia e talvolta contrasto per valorizzare le pietanze, agendo sulla psicologia del consumatore.
Ed ecco alcuni benefici.
Benessere: mangiare cibi colorati seguendo l'armocromia aiuta il corpo e la psiche, grazie alla "cromoterapia" del piatto.
Food Marketing: l'utilizzo corretto dei colori nel piatto migliora la percezione del gusto e può influenzare le scelte d'acquisto del consumatore.
Estetica: un piatto ben bilanciato cromaticamente risulta più invitante e piacevole alla vista.
La "Cromocucina" non è altro che consapevole dei colori che aiuta a stabilizzare l'umore del degente:
Verde e Blu: Hanno un effetto calmante e riducono l'ansia legata al ricovero.
Il verde, in particolare, è associato alla stabilità e alla serenità.
Percezione di cura: un piatto ben presentato e colorato comunica al paziente che c'è attenzione verso la sua persona, riducendo il senso di isolamento e la sindrome da degenza.
PER ALCUNE CATEGORIE DI PAZIENTI, L'ARMOCROMIA E IL CONTRASTO SONO VITALI
Pazienti Disfagici o con Demenza: il contrasto cromatico tra il cibo e il piatto aiuta il paziente a identificare meglio le pietanze, facilitando l'autonomia durante il pasto.
Indicatori Nutrizionali: il Ministero della Salute promuove la "regola dei 5 colori", dove la varietà cromatica assicura l'assunzione di diversi fitonutrienti essenziali per la guarigione.
In sintesi, notare l'armocromia in ospedale è la risposta naturale del cervello a un input che cerca di trasformare un momento di vulnerabilità in un atto terapeutico multisensoriale In un contesto di deprivazione sensoriale e perdita di autonomia, dove il pasto costituisce l'unico stimolo edonico e di familiarità, riducendo la percezione del dolore e dello stress da ospedalizzazione.
PERCHÈ SI SOSTIENE CHE VI SIA UN COLLEGAMENTO FRA CUCINA E SALUTE MENTALE?
L’asse Microbiota-Intestino-Cervello è uno dei collegamenti bidirezionali più importanti dell’organismo umano, consente una comunicazione costante tra il sistema nervoso centrale e quello enterico, che è il sistema nervoso di quest’ultimo che, fra l’altro, ospita i microorganismi noti come microbiota intestinale che si occupano prevalentemente della funzione digestiva e di assorbimento dei nutrienti: sorprendente scoprire come però, questi microorganismi, riescono ad influenzare la produzione dei neurotrasmettitori che regolano l’umore come la dopamina e la serotonina.
Nella cultura italiana, la cucina non è solo nutrimento, ma un pilastro della salute psicologica che agisce attraverso tre canali principali: la composizione biochimica della dieta, l'atto creativo del cucinare e il valore sociale della convivialità.
L'atto di predisporre delle preparazioni, secondo la propria concezione visiva, emotiva e culinaria ha benefici psicologici diretti:
Cura di sé e degli altri: Cucinare è un gesto di affetto e attenzione che aumenta l'autostima e la soddisfazione personale.
MINDFULNESS IN CUCINA
Focalizzarsi sui sensi (profumo del soffritto, manipolazione della pasta fresca) aiuta a distogliere la mente dai pensieri negativi, allenando la concentrazione.
Piacere e Gratificazione: Il sapore e la qualità degli ingredienti italiani sono associati a sensazioni di "comfort" e piacere, essenziali per un equilibrio psicologico positivo.
Ma, nel caso ospedaliero, vi si trovano delle alternative che spesso portano i pazienti a miscelare, reiventare, inconsapevoli, i piatti proposti, nell’intento di renderli più appetibili o semplicemente di avvicinarli ad un ricordo che li riporta a “casa”.
Per concludere, possiamo e abbiamo dovere di ricordare per noi chef che ci dedichiamo con amore e cura alla preparazione del pasto, che l’armocromia dei pasti ospedalieri è una leva di umanizzazione delle cure che trasforma il vassoio da semplice supporto nutritivo a strumento terapeutico multisensoriale.
Secondo le linee guida sulla ristorazione ospedaliera del Ministero della Salute, la cura estetica del piatto assolve a tre funzioni critiche:
Stimolazione Neuro-Sensoriale: il contrasto cromatico attiva i centri ipotalamici della fame, contrastando l'inappetenza e la malnutrizione iatrogena.
Supporto Cognitivo: nei pazienti fragili o con decadimento cognitivo, l'armonia e il contrasto tra cibo e stoviglie facilitano il riconoscimento delle pietanze, promuovendo l'autonomia.
Benessere Psicologico: un piatto cromaticamente curato riduce la percezione di "ospedalizzazione", migliorando il tono dell'umore e la compliance del paziente al piano terapeutico.
Federica Guglielmino
Chef



