OSPITALITÀ SIGNIFICA ANCHE DECORO: LA SFIDA DELLA COSTA JONICA IN SICILIA
Il problema non è il turista, ma la capacità del territorio di accoglierlo e governare i flussi

Il turismo dovrebbe essere una ricchezza, un motore di sviluppo e un'occasione per valorizzare il territorio. Ma quando diventa turismo di massa senza programmazione, servizi adeguati e controlli efficaci, rischia di trasformarsi nel principale nemico della stessa destinazione.
Il tratto di costa jonica, da Giarre a Mascali, passando per Riposto, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano fino a Giardini Naxos, vive pienamente questa contraddizione. Nei periodi di maggiore affluenza aumentano traffico, difficoltà di parcheggio, rifiuti, degrado degli spazi pubblici e pressione sulle infrastrutture.
Il problema non è il turista, ma la capacità del territorio di accoglierlo e governare i flussi.
Ed è qui che assume un ruolo centrale il concetto di ospitalità
Ospitare non significa soltanto avere alberghi, ristoranti o stabilimenti balneari. Significa prendersi cura del territorio che si offre al visitatore: strade pulite e percorribili, spiagge decorose, verde curato, marciapiedi fruibili, servizi efficienti, sicurezza, mobilità e spazi pubblici ordinati.
Il turista giudica l'intera esperienza, non soltanto la struttura nella quale soggiorna. Per questo l'ospitalità è anche una responsabilità pubblica.
È necessario, quindi, un intervento determinato delle amministrazioni comunali e di tutti gli enti e organi competenti. Non basta promuovere una destinazione o organizzare vari eventi se poi il visitatore trova traffico, rifiuti in strada e sulla spiaggia, parcheggi insufficienti o servizi inadeguati.
Servono programmazione, manutenzione, gestione dei rifiuti, viabilità, parcheggi, trasporto pubblico, sicurezza, controlli continui, tutela ambientale e decoro urbano. E soprattutto bisogna prevenire le emergenze, programmando per tempo le esigenze dei periodi di maggiore affluenza.
In questo quadro rientra anche la necessità di contrastare con decisione il fenomeno dell'accampamento estivo sulle spiagge o la piaga dell'occupazione abusiva dell'arenile con ombrelloni e gazebi che colpisce puntualmente tutta una buona parte tratta della costa jonica mascalese e fiumefreddese. Non si tratta di criminalizzare chi sceglie forme di turismo all'aria aperta, ma di garantire che queste attività avvengano nel rispetto delle regole, dell'ambiente, della sicurezza e dei diritti dei residenti e degli altri visitatori.
L'occupazione irregolare e prolungata delle spiagge, l'abbandono di rifiuti, l'utilizzo improprio degli spazi e la mancanza di servizi igienici possono trasformare luoghi di pregio e di rara bellezza naturale in vere e proprie aree di degrado. Per questo servono controlli costanti, prevenzione e interventi coordinati da parte delle amministrazioni, delle forze dell'ordine e di tutti gli organi competenti.
L'ospitalità, però, deve essere reciproca
Chi arriva deve rispettare il territorio: niente rifiuti abbandonati, degrado o comportamenti che danneggino gli spazi comuni. Servono quindi regole chiare, controlli effettivi e, quando necessario, sanzioni, insieme a una maggiore educazione al rispetto dei luoghi.
Fondamentale è anche una visione comprensoriale. Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano e Giardini Naxos non possono affrontare singolarmente problemi che il turista percepisce come parte di un unico territorio.
Mobilità, parcheggi, rifiuti, tutela ambientale, sicurezza, contrasto all'accampamento abusivo, servizi e promozione devono essere affrontati insieme, superando i confini amministrativi.
Allo stesso tempo, bisogna puntare sulla destagionalizzazione, valorizzando durante tutto l'anno mare, Etna, cultura, borghi, enogastronomia e patrimonio naturalistico. L'obiettivo non deve essere semplicemente avere più turisti, ma generare più valore con meno consumo del territorio.
La costa jonica ha tutte le potenzialità per diventare una destinazione di qualità. Ma la qualità non si costruisce soltanto nelle strutture private: si costruisce soprattutto attraverso la cura dello spazio pubblico e l'efficienza dei servizi.
La vera sfida, quindi, non è attirare turisti a ogni costo, ma costruire un territorio nel quale chi arriva si senta ospite e chi vive qui tutto l'anno non si senta penalizzato dal turismo.
Per questo servono meno improvvisazione e più programmazione, meno consumo e più valorizzazione, più servizi e più controlli.
E soprattutto, più ospitalità: quella vera, fatta di rispetto reciproco, cura del territorio, legalità e responsabilità delle istituzioni.
Massimo Torrisi
Docente di Accoglienza Turistica
Componente del Dipartimento
Turismo & Hospitality






