LE CENTO FONTANE DI SINAGRA

Con la prestigiosa prefazione dell’archeologo Michele Fasolo, che riconosce in Enza Mola la memoria storica di Sinagra, il libro diventa molto più di una ricerca: è un atto d’amore civile verso la cittadina dei Nebrodi


La splendida Sala d’Armi di Palazzo Salleo, ha ospitato in una perfetta cornice l'attesa presentazione del libro "Le Cento Fontane di Sinagra” di Enza Mola, instancabile e apprezzatissima presidente della Proloco di Sinagra. Il volume edito dalla casa editrice Aurea Nox è stato un  evento organizzato dal Comune di Sinagra in collaborazione con la Proloco.
Sono state tante le iniziative portate avanti da Ristoworld Italy con la Proloco di Sinagra nel corso degli anni: iniziative non solo a favore della conservazione della cucina tradizionale ma anche alla valorizzazione del territorio. 
A moderare la presentazione il giornalista e coordinatore editoriale Marcello Proietto di Silvestro, con interventi dell’assessore alla cultura del comune di Sinagra Marzia Mancuso, la direttrice della casa editrice Aurea Nox Grazia Velvet Capone, in videocollegamento l’archeologo Michele Fasolo, il docente dell’Università degli Studi di Palermo e Firenze Andrea Marcel Pidalà, la professoressa Rosetta Vitanza e l’autrice. Numerosi gli interventi dal pubblico che al termine ha affollato il tradizionale firma copie. Le sale al piano superiore hanno poi ospitato un ricco buffet preparato con maestria dalle socie e dai soci della Proloco che hanno deliziato il palato dei presenti e offerto una  ricca testimonianza della bontà del paniere enogastronomico locale. Sinagra infatti costituisce un emblematico spartiacque fra il comprensorio dei Nebrodi e il Tirreno. 

Acqua, pietra e memoria
Da questi tre elementi nasce Le cento fontane di Sinagra, un viaggio tra i paesaggi fluviali e simbolici di un territorio siciliano che resiste al tempo. Enza Mola racconta Sinagra, le sue sorgenti e le fontane che modellano non solo la geografia, ma anche l’anima collettiva di un popolo: le leggende, i canti, le fatiche contadine e le storie d’amore nate attorno all’acqua.
Il libro compone ricerca scientifica, storia orale, toponomastica, tradizioni popolari e un’analisi profonda del “paesaggio culturale”, inteso come cuore vivo di natura e umanità.
L’autrice riporta la memoria ai luoghi dimenticati, alle donne che portavano la quartara, ai rabdomanti e alle generazioni che hanno costruito, con la loro fatica, la bellezza nascosta di Sinagra.
Con la prestigiosa prefazione dell’archeologo Michele Fasolo, che riconosce in Enza Mola la memoria storica di Sinagra, il libro diventa molto più di una ricerca: è un atto d’amore civile verso la città di Sinagra.

Sinagra, l’acqua come archivio
Il libro di Enza Mola censisce un paesaggio culturale, non “solo” fontane. A Sinagra l’acqua non è mai stata soltanto una risorsa. È stata lavoro, rito, misura del tempo. Ha modellato un modo di abitare i Nebrodi. Le cento fontane di Sinagra parte da qui. Il titolo può trarre in inganno. Il tema non è la fontana in sé. Il tema è il paesaggio culturale che quelle fontane rendono leggibile.

Ricerca dal basso, metodo rigoroso
L’opera nasce da una ricerca lunga e capillare. Incrocia ricognizioni sul campo, fonti e storia orale. L’autrice adotta l’approccio etnostorico così caro all’indimenticato professore Aurelio Rigoli. Usa l’oralità come strumento di lettura del vissuto popolare. Mira a una storia “integrale” del territorio. Il censimento non riguarda solo le fontane. Include anche i palmenti. Acqua e vino diventano due assi del paesaggio. Due economie. Due simboliche. Una stessa grammatica dell’abitare. 

I numeri che cambiano scala
Il “cento” del titolo è una soglia narrativa. I dati reali ampliano il quadro. Il libro registra 139 fontane e 52 palmenti. E molto altro ancora: mulini, frantoi, punti panoramici, persino alberi secolari. La scala non è pittoresca. È territoriale. Le schede sono pensate per essere utili. Contengono cartografia (CTR), dati catastali, geologia, uso del suolo, stato di conservazione, condizioni giuridiche, note antropologiche. È documentazione riusabile. Serve alla tutela. Serve alla scuola. Serve alla progettazione culturale. 

Tecnica, fatica, immaginario
Il volume include nuclei tematici che raramente compaiono in opere locali. C’è un capitolo sul bisogno dell’acqua. Ci sono colloqui con un rabdomante. Emergono pratiche e saperi oggi fragili. La vena d’acqua. Le captazioni. Le catusere. C’è anche un capitolo sul simbolismo dell’acqua. Non è una digressione. È una lente. Mostra la continuità tra tecnica e sacro. Mostra come l’acqua governi anche riti e confini culturali. 

Un libro che denuncia l’abbandono
Il libro non indulge nella nostalgia. Registra un fatto contemporaneo. Molte fontane sono oggi meno usate e spesso degradate. L’acqua domestica ha reso marginali le micro-infrastrutture comunitarie. La stampa locale lo evidenzia. Le fotografie mostrano anche l’abbandono. Qui il volume diventa un gesto civile. Un territorio non è uno sfondo. È un patto tra generazioni. Se la cura si interrompe si perdono pietre e parole. Si perde un lessico. Si perde riconoscimento. 

Perché conta
Il senso del libro sta in una formula. Documentare per riattivare. Il censimento dunque è una base: può sostenere itinerari lenti, recuperi, didattica, manutenzione. In definitiva può aiutare a restituire dignità ai saperi minuti e alla memoria orale. 
Può far tornare il paesaggio a essere bene comune.


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Aurea Nox è una casa editrice indipendente fondata nel 2021 da Grazia Velvet Capone, nata con l’intento di restituire alla scrittura la sua forza originaria: non solo pubblicare libri, ma accompagnare un vero e proprio percorso di crescita interiore e culturale.
Più che un semplice editore, Aurea Nox si presenta come un laboratorio artigianale della parola: editing, revisione e impaginazione vengono trattati come atti di presenza e consapevolezza, frutto di un dialogo costante con l’autore e di un tempo dedicato alla maturazione del testo. La casa editrice propone quindici collane tematiche che spaziano dalla narrativa alla poesia, dalla spiritualità ai saggi, fino ai libri per l’infanzia e ai viaggi. Aurea Nox non si limita al libro come oggetto, ma costruisce una rete culturale viva, fatta di premi, concorsi, eventi e fiere, dove la parola torna a essere strumento di consapevolezza e connessione. In un’epoca dominata dalla fretta e dagli algoritmi, la casa editrice sceglie la lentezza, la cura e la riflessione come forme di resistenza culturale.